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Il Progetto Smart & Start Italia

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Sono ammissibili a contributo i Piani d’impresa ad alto contenuto tecnologico e innovativo, mirati allo sviluppo di prodotti e servizi nel campo dell’economia digitale, finalizzati alla valorizzazione economica dell’attività di ricerca. I Piani d’impresa non bando regione molise devono essere inferiori a 20 mila euro, e potranno beneficiare di un contributo pari al 50 per cento delle spese ammissibili. Il finanziamento non coprirà, invece, in alcun modo alcune tipologie di spese che, proprio per questa ragione, saranno denominate non ammissibili: leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale cioè entro 24 mesi; beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni ma anche dei relativi e eventuali coniugi o parenti; investimenti per la sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature; commesse interne; macchinari, impianti e attrezzature usati; spese notarili, imposte, tasse; acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione; di importo unitario inferiore a € 500,00 e, infine, quelle relative alla progettazione, come potrebbero essere quelle alle consulenze e all’erogazione di compensi ai dipendenti delle imprese individuali e delle società.

Come abbiamo visto in precedenza, il bando Resto Al Sud si occupa proprio di incentivare i piccoli e medi imprenditori, ma anche semplicemente i più giovani con idee innovative a restare nel proprio Paese, più nello specifico nella parte meridionale del loro Paese, senza dover rinunciare alla creazione dell’impresa che sognano e che potrebbe fruttare i sui guadagni. Elenco Comuni con popolazione fino a 2000 abitanti è stato pubblicato nel Bollettino della Regione Molise insieme al bando per accedervi. Il reddito di residenza attiva è di 24.000 euro e sarà versato in 3 anni, ma l’attività aperta in uno dei 107 comuni del Molise con meno di 2000 abitanti deve essere mantenuta per almeno 5 anni. Una misura anti-spopolamento che incentiva, con un reddito mensile di 700€ per tre anni, chi decide di trasferirsi in Molise, in uno dei piccoli paesi della campagna molisana con meno di 2000 abitanti.

L’Associazione Forche Caudine, in una nota riportata dal sito ‘Iserniaweb.it’, fa sapere: “Ci leggiamo da parte delle istituzioni: ‘Se vuoi venire in Molise, in paesetti in via di spopolamento ti paghiamo pure e bene. Perché, di fatto, sappiamo che è un sacrificio'”. Per la corretta individuazione dei soggetti destinatari del presente bando, ricordiamo che per apicoltore si intende chiunque detenga alveari, mentre è produttore apistico chiunque eserciti l’attività a fini economici e commerciali; le forme associate valide sono tutte le organizzazioni di produttori, le cooperative i consorzi e le associazioni legalmente costituite con Atto Pubblico e sede legale nel territorio della Regione Molise, con almeno 40 soci apicoltori in possesso di partita iva, residenti nel territorio molisano ed assegnatari del codice identificativo rilasciato dall’Azienda Sanitaria della Regione Molise (ASREM), con alveari registrati presso la banca dati Regionale e fascicolo aggiornato nel Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIAN).

Il progetto punta a rivitalizzare l’economia del territorio. Creazione di progetti lavorativi che creino nuovi posti di lavoro in loco, per risollevare l’economia del territorio. Sostenere la creazione di startup innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza al fine di valorizzare i risultati della ricerca e dello sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi ad alto contenuto innovativo: questa la finalità del bando “High tech business” pubblicato dalla Regione Molise. E’ di qualche settimana fa il bando della regione Molise orientato alla creazione ed allo sviluppo di micro imprese di servizi di base per le popolazioni rurali. Possono partecipare al bando anche gli Enti e le Università e gli Istituti di ricerca; la Regione, però, darà priorità ai giovani al di sotto dei 40 anni che esercitano o intendano esercitare a fini economici l’attività apistica. Beneficiarie del bando, che ha una dotazione di due milioni di euro, sono le startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di tre anni dalla data di presentazione della domanda che abbiano la sede ubicata nella regione Molise.

I bandi proposti dalla regione Molise nel 2021 dedicati a questa larga fetta di imprenditori, però, non sono finiti qui. Il progetto proposto, però, dovrà essere corredato da un Business Plan il quale dovrà necessariamente contenere al proprio interno dei dati ben precisi. Sempre il 10 per cento è concesso alla startup che abbia al suo interno un dottore di ricerca da 6 anni impegnato all’estero in attività di ricerca o didattica da 3 anni. Un ulteriore 10 per cento è concesso per le startup costituite da persone minori di 40 anni o da donne o da minori di 40 anni e da donne. Luna di miele ecologica tra Regione Molise ed i suoi apicoltori: ecco il bando che finanzia metodi di produzione del miele secondo standard virtuosi e naturali, per massimizzare le caratteristiche di questo straordinario prodotto che veniva utilizzato già mille anni prima della nascita di Cristo non solo come pregiato alimento, ma anche per la preparazione di cosmetici e bevande.



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Il Piano Casa Nella Regione Molise

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Se ne è parlato nel corso dell’Assemblea monotematica della Consulta Comunale di Bojano, indetta dal presidente, Giuseppe Risi, su indicazione dell’assessore comunale alle Politiche Sociali, Carlo Perrella, e che si è aperta alle 18.15, piano casa regione molise senza l’appello rituale da parte del segretario, la dr.ssa Palmina Cappussi. Remo Pallotta ha chiesto chiarimenti sulla mutazione di destinazione d’uso nei condomini, che necessitano obbligatoriamente del parere positivo dell’Assemblea condominiale, mentre Antonio D’Alessandro ha ricordato la difficoltà per i cittadini ad avere copia degli atti pubblici. Primo firmatario il capogruppo dei Popolari liberali Giuseppe Mottola, si ricorda alla giunta l’impegno al recupero urbanistico nei 120 giorni successivi all’approvazione della legge degli insediamenti abusivi. 30/2009, recante il Piano casa regionale, pone a carico del Comune il preciso e inderogabile obbligo di motivare adeguatamente l’eventuale esclusione dall’applicazione dei benefici di zone diverse dal centro storico (cioè dalla zona A). 14, L.R. n. 30/2009, alla convocazione delle “conferenze dei servizi”, ai sensi del comma 1-ter, in modo tale da evitare le richieste di risarcimento dei danni che, sulla base di quanto osservato dalla Regione Molise, inevitabilmente verranno richiest

14 della legge regionale 30/2009, in modo da consentire ai cittadini termolesi di avvalersi dei benefici in essa previsti, che, in un momento di stringente crisi economica, acquisisce maggiore importanza per l’intera collettività. DIA non può prescindere dalla legittimità dell’intervento, sotto il profilo della conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti e della disciplina urbanistico-edilizia vigente. Il Comune ha l’obbligo di dare copia degli atti ai cittadini che li richiedono, e non dobbiamo dire grazie a nessuno. Gianmaurizio De Fabritiis – Quando i privati cittadini segnalavano il pericolo rappresentato dall’ubicazione della Scuola Materna lungo il BPS nessuno parve ascoltarli. Il Piano Casa della Regione Molise prevede agevolazioni interessanti nell’ambito dell’edilizia sociale per le categorie svantaggiate, nel campo dell’edilizia scolastica e per i privati che decidano di usare tecniche di bioedilizia, fonti di energia alternative e rinnovabili. AGEVOLAZIONI PER CHI USA TECNICHE DI BIOEDILIZIA, FONTI DI ENERGIA ALTERNATIVE E RINNOVABILI.

AGEVOLAZIONI PER CHI USA BIOEDILIZIA, FONTI DI ENERGIA ALTERNATIVE. 30/2009) applica la riduzione del costo di costruzione al 60 per cento solo alla parte costruita in ampliamento e non a tutte le superfici ricostruite previa demolizione. E ha parlato di aumenti di volumetria fino al 30 per cento con ulteriori premialità se si aumentano gli indici di copertura, se si usano materiali fonoassorbenti con raggiungimento del 20 per cento di risparmio energetico. La premialità è del 35 per cento per le demolizioni e contestuali ricostruzioni con aumento di volumetria, e ancora, ulteriore deroga al limite di volumetria, pari al 50 per cento, se il 60 per cento dell’acqua calda sanitaria sia prodotta da fonti rinnovabili (pannelli termici solari, geotermia ecc). Facendo riferimento alla stessa legge si può mutare la destinazione d’uso dei locali in zona agricola e andare in deroga agli strumenti urbanistici e alle previsioni dei regolamenti comunali, è consentito realizzare strutture sportive e ricettivo complementari.

La norma prevede anche agevolazioni per la rimozione dell’amianto, riduzione dei costi di costruzione. ’economia), ha introdotto una semplificazione dei procedimenti, per la realizzazione di interventi edilizi straordinari, anche in deroga alla disciplina urbanistica locale. E il responsabile dell’Ufficio Urbanistica ha precisato che la legge si applica a strutture completate esistenti al 29 giugno 2009 o in corso di realizzazione, purché le strutture in cemento armato siano state ultimate nella stessa data, e che tale ultimazione deve ricavarsi dalla certificazione del Direttore dei Lavori. “Lo spirito della Legge – ha cominciato l’architetto Robusto – parte dalla necessità di collegarsi alle ultime disposizioni in materia, il DPR 49/2009, che obbliga i proprietari delle nuove costruzioni ad utilizzare i materiali in funzione della certificazione energetica.

E’ stato l’architetto Robusto, responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Bojano, a relazionare sull’argomento illustrando, punto per punto articoli e commi della Legge regionale 11 dicembre 2009, n.30, finalizzata alla ripresa edilizia e quindi all’incentivazione delle attività produttive e dell’economia in generale. In Molise, l’art. 9 legge regionale del “Piano Casa” (L.R. A ridefinire la perimetrazione contenuta nella delibera 75/2012 (che riguarda quasi la metà del territorio comunale), unitamente alla nuova disciplina urbanistica in essa normata e all’attribuzione delle stesse aree ad intervento urbanistico preventivo, ovvero, a piani di recupero, di fatto, nelle aree perimetrate, in quanto sono stati vanificati i benefici del così detto “piano casa” e sono stati bloccati ogni qualunque intervento di trasformazione territoriale, anche quelli previsti dal vecchio P.R.G., con gravi danni per l’intera comunità termolese. Questo perché, nelle aree perimetrate: non è possibile applicare i benefici del piano casa e secondo la Regione Molise, tale perimetrazione non risponde “ai criteri di individuazione e perimetrazione insediamenti abusivi dettati dall’art.

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Giorno 1

Incontra i Sanniti a Pietrabbondanta

Il nome furioso della città Pietrabbondante significa che questo insediamento non è solo ricco, ma è addirittura pieno di pietre. Fu chiamato così dai Longobardi, che stabilirono il potere sulla città nell’VIII secolo. e apprezzato il calcare locale.Anticamente questo insediamento si chiamava probabilmente Bovianum ed era una delle principali città dei Sanniti, antico popolo al quale, secondo una delle ipotesi, si deve l’origine della parola stessa “Italia”.A Pietrabbondanta gli archeologi hanno portato alla luce un intero complesso monumentale di epoca sannitica, costituito da due templi e un teatro.

Giorno 2

Cathedral of Santa Maria in Termoli

La famosa località adriatica Termoli era un tempo una piccola città di pescatori. Quel nucleo originario oggi costituisce il centro storico, situato proprio al centro del promontorio, su una leggera elevazione, e circondato da un muro. La Cattedrale di Termoli fu eretta nel punto più alto della città – dove un tempo si trovava l’antico tempio dei Dioscuri – nei secoli XII-XIII. Questa disposizione è tipica dell’architettura romanica ed è legata al contesto storico: in caso di un’improvvisa incursione, la robusta costruzione del tempio si trasforma in cittadella. Il romanticismo locale non è particolarmente generoso con le decorazioni, ma sembra molto armonioso e maestoso.

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Giorno 3

Rovine di Saepinum

L’area archeologica di Saepinum presso il comune di Sepino è denominata “Pompei sannitica”. In realtà qui ci sono due monumenti: l’insediamento sannitico di Terravecchia e Sepinum, antica città romana. Dapprima i Sanniti si insediarono sulla montagna, assicurandosi il controllo su due importanti rotte commerciali, e successivamente, quando i romani devastarono l’insediamento durante le guerre sannitiche, i sopravvissuti si trasferirono a valle, dove sorse un nuovo centro amministrativo. Di Terravecchia è sopravvissuto solo un frammento di un’imponente cinta muraria con tre porte, ma il Sepinum è molto meglio conservato: si può passeggiare lungo le vie principali – Cardo e Decumanus

Giorno 4

Salite sulla terrazza del Castello Monforte a Campobasso

Il Castello di Monforte (Castello di Monforte) – il simbolo del capoluogo del Molise, Campobasso – porta il nome del conte Nikola II di Monforte, che restaurò la fortezza nel XV secolo. dopo il terremoto. La possente cittadella fu certamente costruita anche prima; arroccato in cima a un’alta collina, domina la città. Sulla torre quadrangolare principale, ad un’altitudine di 808 m sul livello del mare, c’è una stazione meteorologica, e dalla terrazza del castello si possono guardare contemporaneamente più regioni circostanti e persino vedere l’azzurro dell’Adriatico. La fortezza ha un enorme dungeon, forse un dungeon o un rifugio in caso di battaglie.

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Giorno 5

Pesca con il trabucco sul mare Adriatico

Il trabucco è un antico dispositivo da pesca che gli abitanti della costa adriatica sudorientale considerano giustamente una parte importante del loro patrimonio tradizionale. È una piattaforma di legno che si estende nel mare e rinforzata con potenti tronchi di pini locali. Diverse “antenne” si estendono dalla piattaforma: lunghi pali sospesi sull’acqua, su cui è fissata un’enorme rete. Tali dispositivi sono stati costruiti nei punti più estremi dei mantelli e hanno permesso ai pescatori di non dipendere dai capricci del clima marino. Quattro uomini forti lavoravano per loro; oggigiorno, tuttavia, gli argani elettrici pesanti sono abbastanza comuni

Giorno 6

Andare a cavallo nelle valli del Pescolanciano

Il comune di Pescolanciano è sorto sul sito di un insediamento sannitico lungo un’importante via che collegava l’entroterra della penisola con la costa sud-orientale. Nel Medioevo fu eretto un castello sulla collina, che ancora oggi domina le valli circostanti. Intorno al XVII secolo la cittadella passò in mano ai duchi d’Alessandro, uno dei quali lasciò Napoli per dedicarsi alla solitudine, alla letteratura e all’allevamento dei cavalli. A Pescolanciano allevava una speciale razza di cavalli (cavalli saltatori) in grado di soddisfare le elevate esigenze della nobiltà napoletana.

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Giorno 7

Fai una passeggiata lungo le spiagge di Campomarino

Campomarino in provincia di Campobasso è una rinomata località della costa adriatica. Le spiagge locali, separate dalla città da pinete, hanno ricevuto ripetutamente bandiere blu dalla Fondazione europea per l’educazione ambientale per il rispetto dei più elevati standard ambientali. Le spiagge sono sabbiose, attrezzate con lettini e cabine, la profondità cambia gradualmente.

Giorno 8

Vedi Bagnoli del Trinho

Il paese di Bagnoli del Trigno si è guadagnato il suo clamoroso soprannome per la sua spettacolare posizione su un massiccio roccioso dove un tempo sgorgava una sorgente termale. Secondo una delle leggende, la città fu costruita da un aristocratico romano che amava così tanto fare il bagno nel fiume Trinho ricco di minerali che decise di risparmiare tempo e stabilirsi proprio qui. La città è divisa in due parti: superiore (783 m sul livello del mare) e inferiore (660 m). C’è qualcosa da vedere qui: il castello di San Felice, la chiesa di San Silvestro con il campanile costruito proprio sulla roccia, piazza Olmo – e anche solo passeggiare nel dedalo di strade locali è interessante ed emozionante.

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